Fantastic Mr. Fox

20/04/2010

Realizzato con la tecnica del passo uno, questo film d’animazione è dannatamente inglese… fatto di dialoghi e di una comicità… ehm… direi più che altro di Humor, surrealisti … Lo stop-motion, poi, da proprio l’idea di guardare un quadro di Dalì o di Magritte.

Altra lode va alle musiche scelte, veramente molto belle, plauso alle filastrocche, che probabilmente, visto la traduzione in italiano, hanno perso qualcosa.

Conclusioni:

Non portateci un bambino (né uno vero né uno cresciuto)  non gli piacerà…

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Come rovinare un bel film… L’Uci cinemas, il più grosso multisala di Piacenza, ce la mette sempre tutta, soliti 10-15 minuti di pubblicità
prima dell’inizio, sala calda… non nel senso “buono” del termine ma nel senso della temperatura dell’ambiente, sembrava d’essere
il 20 agosto nella sala di attesa di un ufficio pubblico. Finiti i trailers inizia il film: tutto è sfocato ed il bilanciamento dei
colori è inguardabile… all’inizio sei sicuro che “è un effetto dato dal regista” poi col procedere del film pensi “non può che essere l’effetto dato dal regista”
dopo venti minuti di mal di mare e perdite di fuoco, al cambio della bobina con realativo salto del filmato pensi: “quel coglione dell’operatore è ubriaco”.

Il logo è ben definito al contrario delle immagini nelle loro sale...

Happy familiy è veramente un bel film con un ottimo ritmo, una trama che anche se non originale ti tiene lì, ottima Margherita Bui, nel suo classico ruolo di Donna in crisi ottimo De Luigi che recita “De Luigi” ed ottimo Abatantuono che fa sempre “Abatantuono”… E’ ambientata a Milano, per chi odia Milano come il sotto scritto, è qualcosa di strano: “come puoi ambientare  un film a Milano?”. Poi ti vengono in mente i film di Pozzetto… e  vedi le bellissime scene ed ambientazioni di Happy Family e ti convinci che Milano è meno brutta di come la vivi tu, pendolare consumato… per poi rinsavire il giorno dopo, in stazione a Rogoredo.

Conclusioni:

Commedia romantica ben riuscita… Uci cinemas bocciato senza pietà.

Le donne e l’hi-fi

Un’amica (amica ?!?!) decide di mettere su un impianto audio per ascoltare musica: “mi ero abituata col mio ex ad ascolate musica la sera, ora che non viviamo più insieme, mi manca la musica” . Tetto massimo 1000-1300 euro… Beh a questa cifra ho pensato subito a rifilarle il mio tamp (90 euro per una curiosità)… Ordino le casse, delle ottime Aviano 8 (si quelle che ho anche io, vado sul sicuro)  Il lettore cd è presto scelto, il piccolo TProgress, colleghiamo il tutto, e suona bene, ma mi sento dire ? Non si può andare su con il volume ? (una donna ?!?!)… Ed il telecomando? ( ora si che è una donna ) “Mah, non mi convince molto, non è molto potente, non da grandi sensazioni”. Urge rimedio… un amplificatore potente che costi meno di 300 euro, che suoni bene, dotato di telecomando…  a quella  cifra al massimo ci sono dei 40-45w … Salta all’occhio  l’HK 3490…. 400 euro e 120 w… gironzolando per ebay salta fuori, il 3480 lo stesso modello ma senza docking ipod, e di estetica più datata, a 270 euro… che si fa ? Mi informo meglio sugli HK, li ho sempre snobbati perché molto commerciali, ma a sto punto, ordiniamo… Arriva sto amplificatore bello pesante un 10 kg… tenendo conto che lo chassis è leggerino direi che è tutto alimentatore e condensatori…  Infatti aprendolo si nota il grosso alimentatore g-core per i finali ed il piu piccolo alimentatore (sempre g-core) per la sezione pre, sembra assemblato a mano (da mani cinesi) … Visto che le cose troppo commerciali non mi piacciono, sostituisco il cavo standard con una vaschetta iec (ero intento nel farlo con il tprogress), ed i condensatori di media grandezza, con altri 2 belli cicciotti, monto le punte coniche (tutta scena, vantaggi sonori di tutta sta roba: praticamente sfumature, ma i 40 euro avanzati vanno spesi), faccio i cavi di  alimentazione schermati, poi i tnt-star in configurazione bi-wiring… e mi presento a casa dell’amica… che vedendo  i grossi cavi ed il grosso amplificatore, esclama: –  Ohhh, ci siamo! – (ehh… le donne).

Ascolto

Ascoltandolo non si può certo dire che sia un  amplificatore dolce… è un piccolo mostro… pilota le Aviano con una facilità impressionante… ha molta schiena ed è molto veloce… male lo stadio phono (il fatto che ci sia è comunque un punto a favore), inascoltabile anche il filtro vmax (una specie di loudness ma solo sui bassi)… buono solo per le esplosioni dei film. Che dire… il disegno ad alta corrente Harman Kadon è probabilmente l’unica cosa che salva sto sinto-ampli … Mi viende da chiedere: come suonino i corrispettivi  amplificatori commerciali che allo stesso prezzo (400 euro.. visto che il 3490 è identico) non vantano una tale erogazione di corrente, ma che sicuramente hanno componentistica e assemblaggio paragonabili?

qui c’è una recensione in tedesco:

http://www.harman-kardon.cz/test/harman-kardon-hk3480.jpg

non ci capisco granché di tedesco, ma lo schema in basso fa capire che, come erogazione, sia molto meglio, rispetto agli altri amplificatori del confronto.

Conclusioni

Non suona male,  lo consiglio a chi ha un budget limitato e che giustamente sceglie di spendere quasi tutto in casse ( anche difficili )… poi si potrà crescere inserendo un amplificatore di altra caratura… se non vi interessa crescere successivamente, meglio il t-amp e delle casse efficenti.