Galactron mk 2060

31/05/2010

Qualche settimana fa mi sono recato da un rivenditore di Reggio Emilia con molti oggetti usati (Sbisà di Audiocostruzioni, persona a primo acchito brusca e di una certa durezza, ma comunque sempre cortese e sicuramente onesta ) in cerca di un amplificatore valvolare ed ho trovato questo amplificatore a transistor dall’estetica molto particolare, sono rimasto particolarmente colpito dal suono morbido e musicale, condito da una scena molto ampia e precisa , il tutto mi ha fatto desistere dall’acquisto di un valvolare dai costi molto più elevati.

L’amplificatore, durante l’ascolto presso il rivenditore, è stato collegato a delle diffuse B&W 604, come lettore ho portato il poco consueto Original a6s, è impressionante quanto questo amplificatore caratterizzi la catena… le già musicali B&W migliorano ulteriormente in questo aspetto, il suono freddo ma dinamico del cd, acquista un calore che di solito è proprio di un sistema ibrido, la scena è ampia e precisissima. A casa collegato alle mie Aviano, da le stesse sensazioni (poteva essere quel particolare modello di B&W, non avendole mai sentite ero in dubbio… ). Tale caratterizzazione del suono può effettivamente non piacere, soprattutto se avete la convinzione che l’amplificatore si debba comportare il più possibile da componente neutro.

Fra le varie peculiarità che ho notato c’è il dettaglio dei bassi, decisamente alto: al primo ascolto di un brano con bassi molto profondi, si rimane un po’ disorientati, hai l’impressione di ascoltare qualcosa di diverso: una variante della stesso canzone, poi invece capisci che prima ti mancava qualcosa che adesso hai.

Altra singolarità dell’amplificatore: deve scaldarsi, ed il tempo di warm-up non è poco, va dai 5 ai 10 minuti… se avete intenzione di ascoltare musica, prima accendete l’amplificatore prendete un caffè, scegliete il cd, sedetevi date un occhio al meteo, solo in seguito iniziate l’ascolto… anche perché il doversi scaldare non è solo una precauzione per evitare guasti o simile, nei primi 2 minuti suona proprio male !

I tanti ingressi e le ottime uscite per le casse (c'è anche il Tape-out)

Un lato negativo che ho trovato nell’utilizzo: ha una certa sensibilità dei fusibili usati, ho fatto l’errore di staccare le casse quando era ancora accesso, facendo toccare per un decimo di secondo polo positivo e negativo… risultato: 4 fusibili bruciati…  l’amplificatore monta fusibili ritardati, difficili da trovare, quelli consueti (i fast) il mio li brucia di botto all’accensione.

I pochissimi componenti

Visto che ho dovuto cambiare i fusibili, l’ho aperto… è decisamente ben costruito, assemblato a mano… alimentazione schermata, condensatori ( marchiati Galactron, immagino quindi selezionati, o di note marche giapponesi), operazionali, cavi di poteza e connessioni di grande qualità (veramente spessi i cavi di potenza), il disegno ad occhio è “quasi” dual mono, quasi perché l’alimentazione è unica per i 2 canali… la componentistica usata comunque è veramente poca, da l’idea di un progetto mirato a minimizzare i maneggiamenti del segnale.
Veramente di semplice costruzione
Se siete in cerca di un amplificatore molto musicale e caldo, senza gli inconvenienti ed i costi delle valvole, portatevelo a casa, non fatevi ingannare dai pochi watt: ha ottime capacità di pilotaggio e di erogazione di corrente, se il vostro ambiente è di dimensioni medie  andrà benissimo… Con un’ estetica meno particolare, una potenza di targa maggiore ed un tempo di warm-up ristretto, avrebbe sfondato… così com’è, è un vero oggetto da amatori.

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Ieri sera dopo la mia solita corsa, avevo voglia di ascoltare qualcosa di rilassante … scartabellando fra i miei scatoloni di Cd ho tirato fuori questo “vecchio” album.

Vecchio, si fa per dire visto che è di 2 anni fa… ma ha acquistato lo stato di Old proprio perché era tanto che non veniva ascoltato.

Vista la tarda ora l’ascolto in cuffia era un obbligo… niente di più deleterio: steso sul divano con la  sola e soffusa luce delle valvole… alla sesta traccia ero già Ko. Mi sono risvegliato al termine dell’album, supino, mentre riversavo chili di bava sulla mia copertina di Linus.

La romana Celletti è una bravissima pianista, dalla voce particolare (può non piacere) e quest’album è sicuramente un lavoro rimarchevole, da un punto di vista sonico è sicuramente registrato molto bene, è privo di maneggiamenti digitali, la naturalezza della registrazione è sottolineata dal fatto che lei suona col metronomo, e questo metronomo poi non è stato tolto dalla registrazione. Non sentite il metronomo ? Male, non avete orecchio.