Audes 146

28/12/2011

Avevo ascoltato al Top Audio di Milano le Audes 115 rimanendo molto colpito dalla scena e dal suono molto bilanciato,  non era un suono ricco come quello B&W assomigliavano decisamente al suono più compito di un diffusore Proac, ma meno caratterizzato, mi piacevano. Purtroppo ero particolarmente indisposto dal personaggio che le importa in Italia… poi il fatto che non accettasse carte di credito ma solo il bonifico bancario, mi ha fatto optare per altre casse. Da un po’ di tempo a questa parte, fortunatamente, i rivenditori Audes sono aumentati… e fra questi c’è ora il sito TopStereo, che si è dimostrato decisamente più flessibile nelle modalità di pagamento ed oltremodo veloce nella spedizione. A 2 giorni dal pagamento mi sono trovato con 2 enormi imballi in casa… e che imballi! Una mezzora buona per renderle operative, poi il solito foglietto minimale per le istruzioni e la fattura. Prima brutta sorpresa però: niente bi-wiring (anche se i connettori nickelati sono decisamente belli… niente plasticaccia per intenderci ). Va beh, armato di saldatore, mi metto a modificare i cavi di potenza. Non sono casse belle: sono dei parallelepipedi neri piuttosto ingombranti… hanno grossi piedini in gomma, sono molto semplici, ma la struttura è decisamente solida: legno spesso, e la verniciatura, anche se solo nera, è perfetta. I componenti mobili danno un’idea di semplicità, ma comunque traspare una  grande qualità dei materiali.

Posizionate frettolosamente ed ascoltate la prima volta hanno subito mostrato un suono decisamente superiore a quello delle mie precedenti casse… in particolare i medi e gli alti sono subito parsi di un’altra categoria… e la scena sonora, impressionante: nonostante il posizionamento frettoloso è risultata enorme, alta e definita nonostante la mia stanza sia medio-piccola.

Ascoltate ad alti volumi, i bassi non creano mai rimbombi, né strani effetti… nonostante distino dalla parete di fondo solo 60 cm e siano a circa 2,30 metri l’una dall’altra… il basso non è profondissmo, non sono  certo diffusori da cinema… Suonano bene e sono sonicamente corrette un po’ in tutte le posizioni, sono molto flessibili da questo punto di vista… Sono sicuramente adatte alla musica rock, data la dinamica e la facilità di pilotaggio… con il mio amplificatore da 160 watt… Volano.

Queste sono le casse che fanno attualmente parte del mio setup stabile… scrivo questa recensione dopo circa 1 anno di ascolto.

Prese direttamente presso l’importatore New-Hifi, le ho pagate 820 euro, anticipo di 300 euro, più pagamento della differenza alla consegna.

Nella sala di ascolto sono state provate con un Maranz pm8003 e corrispettivo lettore cd: amplificatore dal costo triplo rispetto al mio, ma che giudico di qualità soniche nettamente inferiori (ha però circa 5 volte la potenza del mio ).

Sono state confrontate direttamente con delle Canton gle 490, con le Mordaunt-Short Mezzo 6 e con le Totem Arro(tutti marchi di questo importatore)… Rispetto alle Canton, che trovo pesantemente sguaiate sui bassi, sono molto migliori, risultano a mio avviso anche migliori  delle Mezzo 6 (serie superiore, di meno recente fabbricazione, comunque un 2 vie e mezzo)… se la giocano con le Totem che però costano molto di più, quasi il doppio.

Sicuramente sono casse grosse ed ingombranti, non risentono più di tanto della vicinanza alle pareti (almeno 50 cm però ci vogliono) anche se il reflex è posteriore… le totem molto più snelle, sono sicuramente più facili da posizionare, e riproducono molto meglio la scena, sparendo molto meglio, ma peccano nella resa del basso… il fatto che le Aviano sono un 3 vie si sente, eccome, soprattutto appunto nei bassi.

Nonostante il litraggio sono casse facili da pilotare, anche qualcosa a bassa potenza come il Galactron 2060 ce la fa tranquillamente.

Esteticamente niente di particolarmente rifinito, i pannelli e le impialliacciature sono assemblati decentemente, ma ho visto decisamente di meglio… Personalmente poi ho avuto uno spiacevole inconveniente con una cassa, una vibrazione del mid intorno ai 100 hz… dopo vari peregrinaggi dal rivenditore ( faceva il “finto sordo”) ho ottenuto la sostituzione del Mid difettoso.

L’altro difetto è che mancano di “impatto”, certi generi come l’Heavy Metal ed il Rock pesante ( Fear Factory,  AcDc ), oppure con le grandi orchestre sinfoniche, non rendono come dovrebbero, questo sia con il mio 30 watt sia con amplificatori da 100 e passa watt per canale.

In compenso con il la musica da camera, il jazz, l’indie ed in generale con il pop ed un rock meno pesante ( U2, The Smith, Madonna per capirci su cosa intendo per “meno pesante” )… sfoderano una raffinatezza ed una musicalità veramente da fuori classe… ah! Vi dotano anche di ottime punte-sottopunte coniche!

Visto l’arrivo a casa del nuovo dac che accetta registrazioni a 192 k ( Little Dot Dac I )  e visto che ho una buona scheda sonora ( maya 44) con uscita digitale, sempre a 192k, mi sono dato alla musica in HD, cioè fondamentalmente ai master studio in formato Flac,  scaricabili direttamente dall’internet store.
Per la prova del 9, ho usato l’ultimo CD Originale di Diana Krall, letto dal mio lettore hdcd e l’album flac a 24 bit/96k scaricato da Hd Tracks (entrambi passano dallo stesso Dac e per lo stesso tipo di cavo, un coassiale della Belden).

Diana Krall: Proprio quello che si definisce una "Bella Donna"

Diciamo subito che è difficile cogliere la differenza subito… ai primi ascolti la differenza non si nota, poi andando avanti con gli ascolti, senti che oggettivamente il master studio a 96k suona più “naturale” da una maggiore idea di stare davanti a qualcosa di vero… non è questione di ricreazione della scena, quella è praticamente identica è proprio la “sostanza” del suono che cambia… immagino che i vantaggi dell’aumento della risoluzione possano esserci solo per registrazioni di musicisti veri, che suonano strumenti veri… immagino quindi che in un ipotetico ascolto di La Roux (prettamente musica elettronica) non si notino vantaggi sensibili… dovrei fare qualche prova
con qualcosa di genere Rock… ma la scelta di registrazioni buone, in alta risoluzione, è veramente misera, e di quello che c’è, avrei difficoltà a reperire l’eventuale cd. Paragonando il tutto alla musica su vinile, direi che quella rimane ancora un’esperienza diversa, l’ascolto in hd, sicuramente è un ottimo passo avanti, ma purtroppo il futuro commerciale della musica è quello dei formati lossy… quindi è già tanto se riusciamo a tenerci nei negozi di musica la qualità dei CD… prossimamente proverò a rippare il cd con Eac e a verificare quanto la meccanica influisca sul suono in un impianto budget come il mio (ho seri dubbi in proposito).

Maya 44

Parlando di Hd Tracks, direi che:
sicuramente le registrazioni sono ottime, per farvi un’idea, registratevi e scaricate i sampler, per il resto, il codice e la grafica del sito sono di qualche generazione fa, per carità funziona tutto, ma si vede che il lavoro di “confezionamento del prodotto” è piuttosto limitato, inoltre la scelta musicale non è gran che. In seguito scaricherò e comprerò qualcosa dall’altro famoso sito di tracce ad alta risoluzione: quello della Linn… ad occhio il tutto sembra molto più curato, la scelta musicale è più ampia… e chiaramente i prezzi più alti. Plauso ad entrambi per la mancanza di controlli drm !

Vado ad ascoltarmi i Deep Purple: In rock… registrazione che qualitativamente non era un granché già negli anni 70… ma ci sono canzoni che lasciano il segno anche non in HD ^_^!

Ieri è arrivata una mail dalla Linn Records, poco nota etichetta discografica.
Annunciava l’avvento della propria internet radio, ieri sera dopo la piscina ho provato il tutto… finendo come al solito addormentato sul divano.

Il logo della casa produtrice di Hi-Fi

La radio è raggiungibile a questo link: http://radio.linnrecords.com/

Linn non deude mai, il servizio è già dal primo giorno di lancio funzionante al 100% la qualità è ottima (lo stream è un mp3 a 320k, quindi serve una connessione veloce). Apro lo streem con Foobar 2000, ma immagino andranno bene un po’ tutti i player che supportano l’audio in streaming (winamp, monkey media player per fare 2 nomi).

Le radio effettive sono 3: una Generalista, una dedicata al Jazz e una dedicata alla Classica, le canzoni però sono solo quelle disponibili nel loro store on-line. Fra le cose interessanti ascoltate prima di perdere i sensi sul divano, direi le canzoni di Maeve O’Boyle, l’ultimo album  di Mara & David: “Once We Were Gods” e “Marc Monnet and François Frederic Guy”.
Non sapete chi sono? Nemmeno io… e la cosa mi fa molto piacere, musica nuova!

Galactron mk 2060

31/05/2010

Qualche settimana fa mi sono recato da un rivenditore di Reggio Emilia con molti oggetti usati (Sbisà di Audiocostruzioni, persona a primo acchito brusca e di una certa durezza, ma comunque sempre cortese e sicuramente onesta ) in cerca di un amplificatore valvolare ed ho trovato questo amplificatore a transistor dall’estetica molto particolare, sono rimasto particolarmente colpito dal suono morbido e musicale, condito da una scena molto ampia e precisa , il tutto mi ha fatto desistere dall’acquisto di un valvolare dai costi molto più elevati.

L’amplificatore, durante l’ascolto presso il rivenditore, è stato collegato a delle diffuse B&W 604, come lettore ho portato il poco consueto Original a6s, è impressionante quanto questo amplificatore caratterizzi la catena… le già musicali B&W migliorano ulteriormente in questo aspetto, il suono freddo ma dinamico del cd, acquista un calore che di solito è proprio di un sistema ibrido, la scena è ampia e precisissima. A casa collegato alle mie Aviano, da le stesse sensazioni (poteva essere quel particolare modello di B&W, non avendole mai sentite ero in dubbio… ). Tale caratterizzazione del suono può effettivamente non piacere, soprattutto se avete la convinzione che l’amplificatore si debba comportare il più possibile da componente neutro.

Fra le varie peculiarità che ho notato c’è il dettaglio dei bassi, decisamente alto: al primo ascolto di un brano con bassi molto profondi, si rimane un po’ disorientati, hai l’impressione di ascoltare qualcosa di diverso: una variante della stesso canzone, poi invece capisci che prima ti mancava qualcosa che adesso hai.

Altra singolarità dell’amplificatore: deve scaldarsi, ed il tempo di warm-up non è poco, va dai 5 ai 10 minuti… se avete intenzione di ascoltare musica, prima accendete l’amplificatore prendete un caffè, scegliete il cd, sedetevi date un occhio al meteo, solo in seguito iniziate l’ascolto… anche perché il doversi scaldare non è solo una precauzione per evitare guasti o simile, nei primi 2 minuti suona proprio male !

I tanti ingressi e le ottime uscite per le casse (c'è anche il Tape-out)

Un lato negativo che ho trovato nell’utilizzo: ha una certa sensibilità dei fusibili usati, ho fatto l’errore di staccare le casse quando era ancora accesso, facendo toccare per un decimo di secondo polo positivo e negativo… risultato: 4 fusibili bruciati…  l’amplificatore monta fusibili ritardati, difficili da trovare, quelli consueti (i fast) il mio li brucia di botto all’accensione.

I pochissimi componenti

Visto che ho dovuto cambiare i fusibili, l’ho aperto… è decisamente ben costruito, assemblato a mano… alimentazione schermata, condensatori ( marchiati Galactron, immagino quindi selezionati, o di note marche giapponesi), operazionali, cavi di poteza e connessioni di grande qualità (veramente spessi i cavi di potenza), il disegno ad occhio è “quasi” dual mono, quasi perché l’alimentazione è unica per i 2 canali… la componentistica usata comunque è veramente poca, da l’idea di un progetto mirato a minimizzare i maneggiamenti del segnale.
Veramente di semplice costruzione
Se siete in cerca di un amplificatore molto musicale e caldo, senza gli inconvenienti ed i costi delle valvole, portatevelo a casa, non fatevi ingannare dai pochi watt: ha ottime capacità di pilotaggio e di erogazione di corrente, se il vostro ambiente è di dimensioni medie  andrà benissimo… Con un’ estetica meno particolare, una potenza di targa maggiore ed un tempo di warm-up ristretto, avrebbe sfondato… così com’è, è un vero oggetto da amatori.

Ieri sera dopo la mia solita corsa, avevo voglia di ascoltare qualcosa di rilassante … scartabellando fra i miei scatoloni di Cd ho tirato fuori questo “vecchio” album.

Vecchio, si fa per dire visto che è di 2 anni fa… ma ha acquistato lo stato di Old proprio perché era tanto che non veniva ascoltato.

Vista la tarda ora l’ascolto in cuffia era un obbligo… niente di più deleterio: steso sul divano con la  sola e soffusa luce delle valvole… alla sesta traccia ero già Ko. Mi sono risvegliato al termine dell’album, supino, mentre riversavo chili di bava sulla mia copertina di Linus.

La romana Celletti è una bravissima pianista, dalla voce particolare (può non piacere) e quest’album è sicuramente un lavoro rimarchevole, da un punto di vista sonico è sicuramente registrato molto bene, è privo di maneggiamenti digitali, la naturalezza della registrazione è sottolineata dal fatto che lei suona col metronomo, e questo metronomo poi non è stato tolto dalla registrazione. Non sentite il metronomo ? Male, non avete orecchio.

Come rovinare un bel film… L’Uci cinemas, il più grosso multisala di Piacenza, ce la mette sempre tutta, soliti 10-15 minuti di pubblicità
prima dell’inizio, sala calda… non nel senso “buono” del termine ma nel senso della temperatura dell’ambiente, sembrava d’essere
il 20 agosto nella sala di attesa di un ufficio pubblico. Finiti i trailers inizia il film: tutto è sfocato ed il bilanciamento dei
colori è inguardabile… all’inizio sei sicuro che “è un effetto dato dal regista” poi col procedere del film pensi “non può che essere l’effetto dato dal regista”
dopo venti minuti di mal di mare e perdite di fuoco, al cambio della bobina con realativo salto del filmato pensi: “quel coglione dell’operatore è ubriaco”.

Il logo è ben definito al contrario delle immagini nelle loro sale...

Happy familiy è veramente un bel film con un ottimo ritmo, una trama che anche se non originale ti tiene lì, ottima Margherita Bui, nel suo classico ruolo di Donna in crisi ottimo De Luigi che recita “De Luigi” ed ottimo Abatantuono che fa sempre “Abatantuono”… E’ ambientata a Milano, per chi odia Milano come il sotto scritto, è qualcosa di strano: “come puoi ambientare  un film a Milano?”. Poi ti vengono in mente i film di Pozzetto… e  vedi le bellissime scene ed ambientazioni di Happy Family e ti convinci che Milano è meno brutta di come la vivi tu, pendolare consumato… per poi rinsavire il giorno dopo, in stazione a Rogoredo.

Conclusioni:

Commedia romantica ben riuscita… Uci cinemas bocciato senza pietà.

Le donne e l’hi-fi

Un’amica (amica ?!?!) decide di mettere su un impianto audio per ascoltare musica: “mi ero abituata col mio ex ad ascolate musica la sera, ora che non viviamo più insieme, mi manca la musica” . Tetto massimo 1000-1300 euro… Beh a questa cifra ho pensato subito a rifilarle il mio tamp (90 euro per una curiosità)… Ordino le casse, delle ottime Aviano 8 (si quelle che ho anche io, vado sul sicuro)  Il lettore cd è presto scelto, il piccolo TProgress, colleghiamo il tutto, e suona bene, ma mi sento dire ? Non si può andare su con il volume ? (una donna ?!?!)… Ed il telecomando? ( ora si che è una donna ) “Mah, non mi convince molto, non è molto potente, non da grandi sensazioni”. Urge rimedio… un amplificatore potente che costi meno di 300 euro, che suoni bene, dotato di telecomando…  a quella  cifra al massimo ci sono dei 40-45w … Salta all’occhio  l’HK 3490…. 400 euro e 120 w… gironzolando per ebay salta fuori, il 3480 lo stesso modello ma senza docking ipod, e di estetica più datata, a 270 euro… che si fa ? Mi informo meglio sugli HK, li ho sempre snobbati perché molto commerciali, ma a sto punto, ordiniamo… Arriva sto amplificatore bello pesante un 10 kg… tenendo conto che lo chassis è leggerino direi che è tutto alimentatore e condensatori…  Infatti aprendolo si nota il grosso alimentatore g-core per i finali ed il piu piccolo alimentatore (sempre g-core) per la sezione pre, sembra assemblato a mano (da mani cinesi) … Visto che le cose troppo commerciali non mi piacciono, sostituisco il cavo standard con una vaschetta iec (ero intento nel farlo con il tprogress), ed i condensatori di media grandezza, con altri 2 belli cicciotti, monto le punte coniche (tutta scena, vantaggi sonori di tutta sta roba: praticamente sfumature, ma i 40 euro avanzati vanno spesi), faccio i cavi di  alimentazione schermati, poi i tnt-star in configurazione bi-wiring… e mi presento a casa dell’amica… che vedendo  i grossi cavi ed il grosso amplificatore, esclama: –  Ohhh, ci siamo! – (ehh… le donne).

Ascolto

Ascoltandolo non si può certo dire che sia un  amplificatore dolce… è un piccolo mostro… pilota le Aviano con una facilità impressionante… ha molta schiena ed è molto veloce… male lo stadio phono (il fatto che ci sia è comunque un punto a favore), inascoltabile anche il filtro vmax (una specie di loudness ma solo sui bassi)… buono solo per le esplosioni dei film. Che dire… il disegno ad alta corrente Harman Kadon è probabilmente l’unica cosa che salva sto sinto-ampli … Mi viende da chiedere: come suonino i corrispettivi  amplificatori commerciali che allo stesso prezzo (400 euro.. visto che il 3490 è identico) non vantano una tale erogazione di corrente, ma che sicuramente hanno componentistica e assemblaggio paragonabili?

qui c’è una recensione in tedesco:

http://www.harman-kardon.cz/test/harman-kardon-hk3480.jpg

non ci capisco granché di tedesco, ma lo schema in basso fa capire che, come erogazione, sia molto meglio, rispetto agli altri amplificatori del confronto.

Conclusioni

Non suona male,  lo consiglio a chi ha un budget limitato e che giustamente sceglie di spendere quasi tutto in casse ( anche difficili )… poi si potrà crescere inserendo un amplificatore di altra caratura… se non vi interessa crescere successivamente, meglio il t-amp e delle casse efficenti.

Scheda Tecnica:

Meccanica: PHILIPS CAM12 laser pick up e CD-7servo system
Dac: PCM4390 Crystal
24bit/96 Khz
Operazionali: due OPA5532
BurrBrown.
Alimentazione: Trasformatore Toroidale


Porte:
1 uscita RCA
1 uscita digitale coassiale
1 uscita ottica  S/PDIF
1 Presa di alimentazione

Livello Output: <2V
Risposta in frequenza: 20Hz~20kHz
Distorsione e rumore: 0.005%(-60dB) .S/N ratio: 95dB
Range Dinamico : 95dB 102dB(HDCD)
Output digtale: S/PDIF standard
Alimentatore: 220/120VAC±5%, 50/60Hz

Dimensioni: (W,H,D): 430 X 75X 310(MM)
Peso: 9.5kg

Dotazione Standard:

Telecomando e cavo di alimentazione schermato

Sito Costruttore: http://www.original-cd.com

Prezzo Pagato: 140 Euro usato su e-bay

Recensione:

Costi: Original fa parte di quelle semi-sconosciuti produttori di hi-fi cinesi i cui prodotti arrivano in europa grazie all’ importatore parallelo Ornec… Sul sito di Ornec, l’aggeggio in questione costa 167 sterline (convertite in euro sono: 240 testoni ) a cui si somma l’Iva e le spese di trasporto… indicativamente comprarlo nuovo vi costerà quelle 300 euro … con vari dubbi sul come far valere la garanzia, e dovrete comprarlo alla “sorda”, magari fidandovi di quello che scriverò io.

Finitura e costruzione: cosa vi arriva ? Vi arriva un pesante pacco contenente il lettore cd, un telecomando, ed il cavo di alimentazione. Il telecomando è in metallo particolarmente pesante… per aprirlo e mettere le pile mini stilo, dovete addirittura svitare 6 piccoli bulloncini, da’ un’idea di solidità non indifferente ed ha una buona portata. Il cavo è schermato e di buona qualità… cavo che non si trova di solito in un lettore sacd da 300 euro. Il lettore: lo solleviamo e pensiamo… mah ?! Possibile che pesi così tanto un lettore cd ? Non è un amplificatore… poi notiamo che lo chassis in acciaio è bello spesso: quei 2-3 mm, stessa cosa il bel pannello frontale di alluminio satinato, inoltre le uscite rca posteriori sono belle grosse e placcate in oro. Apriamo l’interno, l’alimentatore toroidale c’è, non è schermato… i vari cavi di segnale sono belli spessi, il tutto è ben ordinato, e la meccanica da’ una idea di collaudata solidità, mentre i vari componenti elettrici sono piuttosto ordinari… a parte il dac, uno fra i più famosi ed usati (harmony da9, esound e5, lehman dac+,meridian 508). Visto che l’ho preso usato, mi adopero alla pulizia interna, prima con il compressore, poi con un pulitore secco per contatti della Svitol, inoltre con un cotton fiock, imbevuto in un liquido per la pulizia delle ottiche, mi adopero allo sfregamento della lente laser, riprendo in mano il compressore ed asciugo il tutto.

L’ascolto: tali finiture di alto livello fanno pensare a chissà quale suono possa uscire da questo lettore…  mettiamo l’hdcd di Ziggy Stardust: ascoltiamo e subito è chiaro che abbiamo comprato una berlina di lusso con un motore sottodimensionato… come dire: hai preso il Mercedes con il motore diesel base, è un motore affidabile, hai finiture di alto livello ma l’auto risulta “pigra”. In sintesi, la meccanica è molto silenziosa anche se piuttosto lenta, al suono manca un po’ di calore… mentre il tutto risulta inaspettatamente arioso. Per il prezzo non ci si può aspettare poi molto in più, a parità di costo non ha oggettivamente rivali ( magari altri lettori sacd cinesi )… come suono, paragonandolo a qualcosa di famoso, che ho ascoltato e che volevo acquistare, prima di aver visto l’asta su e-bay , tipo un Marantz SA-7001, siamo ad un livello  inferiore, ma è superiore senza dubbio al Maranz CD-6003, che è bene o male nella stessa fascia di prezzo.

Prezzo Pagato: 360 euro su ebay con proposta di acquisto spese incluse. Giradischi della austrica Pro-ject, una delle poche case che ancora si occupa di giradischi di qualità, per comuni mortali.

Imballaggio: la scatola esterna è di normale cartone ondulato… la mia era particolarmente sporca, all’interno tutto è imballato con cura, la testina ortofon è già montata, ma è comunque presente il suo scatolino, ogni cosa ha la sua bustina, il piatto è incelofanato per bene, il motore è ancorato alla base attraverso 2 viti ( vanno svitate ), è presente la dima di regolazione ed un piccolo tool per cambiare manualmente la velocità di rotazione, ci sono 3 sottopunte, alimentatore e cavo rca con massa, un foglietto con le caratteristiche tecniche ed una panoramica degli altri prodotti pro-ject, il manuale di istruzioni e chiaramente il foglio per la garanzia Audiogamma, importatore per l’Italia dell’oggetto.

Montaggio: Si inizia a pensare a come posizionare il tutto, nella mia stanza lo spazio riservato al giradischi è piuttosto angusto, non è livellato, fortunatamente il giradischi è su 3 punte coniche ( con relative sotto-punte ) regolabili. Cerchiamo di dare la migliore posizione possibile attraverso una bolla da muratore (mi devo dotare di quelle apposite e minute), colleghiamo il cavo, anche qui storgo il naso, il cavo sembra di qualità decente, peccato che sia il classico cavo da giradischi: con il filo di massa “attaccato” al cavo rca, provo ad attaccare il mio cavo g&bl di migliore qualità ed il mio cavo di massa, ma non ci riesco: la forcella usata nel cavo di massa è troppo grande, quindi mi rassegno e uso quello standard. Poi che si fa ? Si va a leggere il manuale. Non sono un esperto nel tuning di giradischi: ed iniziano le note dolenti. Il manuale è solo in inglese e tedesco, è privo di foto, ha qualche scarno schema ma la descrizione di come regolare il braccio, l’anishaking, il vde ecc… è completamente testuale. Facciamo del nostro meglio per la regolazione, me ne esco, dopo parecchi tentativi di interpretazione, con una regolazione decente… Ehm, dove si accende ? Ho livellato il giradischi, equilibrato il braccio, regolato pesi pesini e pesoni … e perdo un minuto buono per trovare l’interruttore, che poi scopro posto sotto il corpo.

Estetica e finitura: Beh, a mio avviso siamo ai massimi livelli per un prodotto costruito in serie, il bel piatto in acrilico, la verniciatura perfetta, le massicce punte coniche ed i contatti placcati oro, inoltre è veramente bello da vedere… qualche dubbio sull’alimentatore: il classico cubetto da attaccare alla presa di corrente. Come Suona: Il piatto gira e sembra non muoversi, nessun rumore dal motore… rispetto al mio vecchio technics bd22 siamo su un altro pianeta, sposto il braccio di carbonio e lo faccio scendere sul disco ( Pop, The Smiths, Meat Is Murder ), inizia la musica, con tutti i difetti dello stadio phono del mio economico amplificatore Harman/Kardon di moderna produzione cinese… ( non ha molto ha che fare con le glorie del passato, se non nello schema ad alta corrente, di buono è che è potente e veloce, pilota al meglio qualsiasi cassa colleghiate, ma pecca in musicalità ) si nota comunque un notevole passo in avanti, tutto è più definito, asciutto e preciso, senza sbavature, il rumore di fondo praticamente inesistente… il suono morbido del giradischi si accoppia magnificamente con le casse B&W DM4 d’annata… Arriva in un lampo il fine corsa del disco… niente di automatico che faccia ritornare il braccio o spenga il motore, meglio… ci si deve alzare spegnere, spostare ed ancorare il braccio, e soprattutto mettere via il disco (spesso per pigrizia rimaneva lì a prendere polvere).

Conclusioni: Vale a mio avviso più del prezzo che costa, ed in un mondo dove di solito si vendono a peso d’oro apparecchiature di bassa qualità costruttiva, non è cosa da poco. Basterebbe un piccolo sforzo per migliorare la manualistica, va bene il solo inglese-tedesco, ma che almeno, il tutto sia meglio documentato ed illustrato. Con un cavo di massa separato dal cavo rca si raggiungerebbe la perfezione.