Audes 146

28/12/2011

Avevo ascoltato al Top Audio di Milano le Audes 115 rimanendo molto colpito dalla scena e dal suono molto bilanciato,  non era un suono ricco come quello B&W assomigliavano decisamente al suono più compito di un diffusore Proac, ma meno caratterizzato, mi piacevano. Purtroppo ero particolarmente indisposto dal personaggio che le importa in Italia… poi il fatto che non accettasse carte di credito ma solo il bonifico bancario, mi ha fatto optare per altre casse. Da un po’ di tempo a questa parte, fortunatamente, i rivenditori Audes sono aumentati… e fra questi c’è ora il sito TopStereo, che si è dimostrato decisamente più flessibile nelle modalità di pagamento ed oltremodo veloce nella spedizione. A 2 giorni dal pagamento mi sono trovato con 2 enormi imballi in casa… e che imballi! Una mezzora buona per renderle operative, poi il solito foglietto minimale per le istruzioni e la fattura. Prima brutta sorpresa però: niente bi-wiring (anche se i connettori nickelati sono decisamente belli… niente plasticaccia per intenderci ). Va beh, armato di saldatore, mi metto a modificare i cavi di potenza. Non sono casse belle: sono dei parallelepipedi neri piuttosto ingombranti… hanno grossi piedini in gomma, sono molto semplici, ma la struttura è decisamente solida: legno spesso, e la verniciatura, anche se solo nera, è perfetta. I componenti mobili danno un’idea di semplicità, ma comunque traspare una  grande qualità dei materiali.

Posizionate frettolosamente ed ascoltate la prima volta hanno subito mostrato un suono decisamente superiore a quello delle mie precedenti casse… in particolare i medi e gli alti sono subito parsi di un’altra categoria… e la scena sonora, impressionante: nonostante il posizionamento frettoloso è risultata enorme, alta e definita nonostante la mia stanza sia medio-piccola.

Ascoltate ad alti volumi, i bassi non creano mai rimbombi, né strani effetti… nonostante distino dalla parete di fondo solo 60 cm e siano a circa 2,30 metri l’una dall’altra… il basso non è profondissmo, non sono  certo diffusori da cinema… Suonano bene e sono sonicamente corrette un po’ in tutte le posizioni, sono molto flessibili da questo punto di vista… Sono sicuramente adatte alla musica rock, data la dinamica e la facilità di pilotaggio… con il mio amplificatore da 160 watt… Volano.

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Sono famoso….

01/10/2010

Come rovinare un bel film… L’Uci cinemas, il più grosso multisala di Piacenza, ce la mette sempre tutta, soliti 10-15 minuti di pubblicità
prima dell’inizio, sala calda… non nel senso “buono” del termine ma nel senso della temperatura dell’ambiente, sembrava d’essere
il 20 agosto nella sala di attesa di un ufficio pubblico. Finiti i trailers inizia il film: tutto è sfocato ed il bilanciamento dei
colori è inguardabile… all’inizio sei sicuro che “è un effetto dato dal regista” poi col procedere del film pensi “non può che essere l’effetto dato dal regista”
dopo venti minuti di mal di mare e perdite di fuoco, al cambio della bobina con realativo salto del filmato pensi: “quel coglione dell’operatore è ubriaco”.

Il logo è ben definito al contrario delle immagini nelle loro sale...

Happy familiy è veramente un bel film con un ottimo ritmo, una trama che anche se non originale ti tiene lì, ottima Margherita Bui, nel suo classico ruolo di Donna in crisi ottimo De Luigi che recita “De Luigi” ed ottimo Abatantuono che fa sempre “Abatantuono”… E’ ambientata a Milano, per chi odia Milano come il sotto scritto, è qualcosa di strano: “come puoi ambientare  un film a Milano?”. Poi ti vengono in mente i film di Pozzetto… e  vedi le bellissime scene ed ambientazioni di Happy Family e ti convinci che Milano è meno brutta di come la vivi tu, pendolare consumato… per poi rinsavire il giorno dopo, in stazione a Rogoredo.

Conclusioni:

Commedia romantica ben riuscita… Uci cinemas bocciato senza pietà.

A breve una recensione

Bucarest

21/01/2010

Città strana… ha tutto, la metropolitana, le strade, gli aereoporti, i centri commerciali, letta su una guida prima di starci sembra di avere a che fare con una qualsiasi capitale della ricca Europa… in realtà è tutto molto diverso… come dire, hanno tutto, ma tutto è fatto male, in economia… senza curare il lato estetico e qualitativo di quello che fanno o costruiscono… Palazzi antichi, bellissimi, deturpati da cavi e climatizzatori sulla facciata, oppure svuotati internamente e riempiti da centri commerciali, o anche ricoperti interamente da cartelloni pubblicitari… Altre strade invece delle zone più ricche magari estremamente ben tenute davanti… sono totalmente devastate appena si va nel retro… Chiese ortodosse antichissime, piazzate anacronisticamente fra grattaceli di 20 piani, fra un Mac Donald ed un negozio di Just Cavalli. E poi i cani randagi, una moltitudine, scorrazzano per la città in branchi di notte…

Uno scorcio della città

Ecco le foto scattate:

http://s276.photobucket.com/albums/kk14/ogiad/